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Alessio, infermiere , una storia di successo in UK

- Ciao Alessio, ben ritrovato, è passato un anno da quando ti abbiamo intervistato. Eri in prossimità della laurea, cosa è successo in questi mesi?

Ciao a tutti, grazie dell’opportunità. E’ già passato un anno ed è proprio vero che il tempo vola. In questi mesi mi sono laureato in Infermieristica presso l’Università Politecnica delle Marche, 109/110. Una volta completato il percorso universitario mi sono guardato intorno ed ho realizzato che essere un infermiere in Italia è molto difficile, perché trovare un posto di lavoro che valorizzi gli anni passati a studiare è praticamente impossibile. Allora ho iniziato a lavorare in una pizzeria.


- So che ti sei informato e hai partecipato ad un colloquio di selezione per l’Inghilterra. Puoi dirci esattamente in cosa consiste e in cosa consiste il colloquio? Hai avuto difficoltà con la lingua inglese?

Effettivamente si, ho trovato questa opportunità tramite la Medacs Healthcare, un agenzia di reclutamento di Londra che stava cercando infermieri per l’ospedale di Salisbury. Qui apro una veloce parentesi, in Inghilterra non esistono cose come bandi dove si presentano 3000 infermieri per un posto, qua le TRUST (aziende) si affidano ad agenzie di reclutamento per trovare infermieri da assumere.
Praticamente mando il mio curriculum via email, 2 giorni dopo vengo contattato telefonicamente per sostenere il mio primo colloquio, una chiacchierata in inglese con domande molto varie con la quale viene valutata la conoscenza della lingua. Mi dicono che la lingua va bene e che devo sostenere il secondo colloquio a Milano, il 9 Dicembre. Vado al colloquio e la prima cosa è un test scritto, con calcolo del dosaggio dei farmaci, domande a risposta multipla di carattere infermieristico e una produzione scritta sul perché avessimo scelto di diventare infermieri.
Passato anche questo test, era il momento di sostenere il colloquio vero e proprio: una chiacchierata con un amministratrice delegata dell’ospedale e una “senior sister” (caposala) di un reparto.
Il giorno dopo, mi sveglio con la chiamata al cellulare “Congratulations Alessio, you got the job”. Non proprio il classico “le faremo sapere” all’Italiana.
La lingua non è un grande problema, io ho studiato inglese per 13 anni, ma basta avere un livello di inglese intorno al B1-B2 (certificazioni PET e FCE).


- Sei giunto in Inghilterra da alcune settimane. Quali sono le prime impressioni sul mondo e la gente anglosassone? Ti manca già l’Italia?

L’inghilterra è un bellissimo paese, gli inglesi sono molto “polite”, anche se tendono a mantenere molta distanza e gli ci vuole molto tempo prima di aprirsi. Ho avuto la fortuna di arrivare in un paesino come Salisbury, 40.000 persone, che è contemporaneamente paesino turistico e tipicamente inglese. Ha una bellissima cattedrale, una delle più alte d’Inghilterra, moltissimi posti da vedere, come il borgo tipico di “Old Sarum” ed è a sole 8 miglia dal famosissimo Stonehenge.
L’Italia ovviamente mi manca per le condizioni meteo, qua puoi benissimo avere due ore di sole e poi trovare il diluvio universale, oltre che per il calore delle persone.


-Hai iniziato subito a lavorare oppure hai dovuto frequentare un periodo di formazione e affiancamento?

Al nostro arrivo siamo stati accolti con il contratto d’affitto pronto da firmare e con una valanga di informazioni su quello che avremmo fatto nei giorni successivi. L’ospedale ci ha passato l’affitto per due mesi nel complesso di appartamenti attaccato alla struttura sanitaria, pratica molto comune qua in Inghilterra. Nelle nostre prima 3 settimane stiamo alternando giorni in reparto, affiancati, a giorni di corsi utili per l’inserimento in corsia, ad esempio come inserire i pazienti sul computer, comunicazione con pazienti e colleghi, retraining BLS, come funziona l’ospedale qua in Inghilterra e molti altri corsi molto interessanti. Dopo queste 3 settimane iniziamo con i turni veri e propri, con un minimo di 3 settimane di affiancamento, che possono essere di più se non siamo convinti o non abbiamo convinto. Inoltre ci hanno lasciato un quadernone chiamato “Portfolio of learning” in cui sono contenute check list e lista di skills che dovremmo apprendere per essere pronti a prendere in carico i nostri pazienti.


-Nel web fanno girare la voce che l’infermiere, in Inghilterra, faccia l’OSS…. ma è vero?

Purtroppo c’è chi mette in giro queste voci. Le chiamerei piuttosto illazioni. Per lavorare in Inghilterra come infermieri è OBBLIGATORIA l’iscrizione all’albo inglese tramite l’NMC (Nursing and Midwifery Council). La mia pratica al momento è in lavorazione, e sto lavorando comunque come infermiere in affiancamento, anche se sono in Band 4 a livello di stipendio e doveri. Stanno solo aspettando che arrivi il mio PIN dal NMC per aumentarmi la Band e farmi essere uno “Staff Nurse” a tutti gli effetti. Comunque no, non è vero, in Inghilterra l’infermiere, Italiano, Spagnolo o Portoghese che sia fa l’Infermiere. Anzi, ci sono molti Healthcare Assistants (simili agli OSS ma con qualche onere ed onore in più) che fanno si che l’infermiere pensi solo all’assistenza infermieristica.


- Hai idea di quanto sarà il tuo stipendio e quali bonus avrai nella busta paga? Lo stato inglese ti riconosce dei benefits particolari? La burocrazia ti aiuta o ti è di ostacolo come in Italia?

Per quanto riguarda gli stipendi, in Inghilterra sono molto fissi, hanno un sistema di Band e Points imposto dallo stato, ovviamente il tutto può essere aumentato dal lavoro notturno, lavoro nei week end e lavoro nei Bank Holidays (giorni rossi sul calendario). http://www.nhscareers.nhs.uk/working-in-the-nhs/pay-and-benefits/agenda-for-change-pay-rates/ Qua potete trovare nello specifico il sistema di pagamento inglese. Come già detto io sono un band 4 e sto aspettando il PIN dal NMC per passare a Band 5. Questi stipendi sono lordi, bisogna applicare la tassazione inglese. Qua viene il bello. Le tasse inglesi sugli stipendi sono al 20%.
I bonus che mi sono stati assegnati con il colloquio sono: 2 mesi di affitto affianco all’ospedale, rimborso del volo per venire qua e un bonus di 2.000 sterline se rimango per 2 anni a lavorare nello stesso ospedale! Inoltre sono entrato nel sistema pensionistico del NHS (National Health Service) che è stimato da molti in Inghilterra essere uno dei migliori.
Al momento non ho avuto problemi di natura burocratica qua, anzi, ci ho messo solo 15 minuti ad aprire un conto bancario con 0 spese su pagamenti, prelievi, depositi e con interessi annuali.


-Hai avuto modo di parlare con altri connazionali che già lavorano nella tua stessa struttura o in altri ospedali inglesi?

Purtroppo no. Nella nostra struttura noi ragazzi (12 Italiani sono partiti me compreso a Febbraio, altri 20 ne arriveranno ad Aprile) siamo stati i primi Italiani, ma ho avuto modo di parlare con gli Spagnoli ed i Portoghesi che sono arrivati rispettivamente 1 e 2 anni fa, ci hanno dato qualche dritta e ci hanno spiegato le difficoltà che potremmo incontrare durante il nostro lavoro, facendoci sentire comunque a nostro agio.


8) Qui in Italia, molti dei tuoi colleghi neolaureati sono disoccupati. Ti senti un privilegiato oppure semplicemente appagato delle tue scelte coraggiose? I tuoi obiettivi futuri?

Sono molto dispiaciuto per i miei colleghi Italiani, auguro a tutti di trovare un’occupazione il prima possibile. Nel contempo li ho invitati più volte a rispondere ad uno degli annunci su internet postati dalle varie agenzie di reclutamento. Qua in Inghilterra c’è la possibilità di fare carriera e gli ospedali sono disposti a pagare la tua voglia di ricerca e continuo aggiornamento, ogni singola specializzazione è riconosciuta e retribuita, e al momento non credo di tornare in Italia, se non per le ferie.


-Se ti trovassi bene con il lavoro, rientreresti mai in Italia? A che condizioni?

Come già detto, non ritornerei in Italia se non per le ferie, purtroppo le varie esperienze durante il mio tirocinio universitario mi hanno fatto perdere le speranze verso il nostro SSN.


-Se qualcuno volesse chiederti informazioni, potrebbe contattarti in qualche modo?
Certo che possono, anche e soprattutto per l’iscrizione al NMC, che è una pratica lunga e complicata.
Possono contattarmi via Email: Recock92@yahoo.it o alessio.biagini@salisbury.nhs.uk .
Altrimenti possono mandarmi un messaggio su Facebook se hanno bisogno di una risposta rapida: https://www.facebook.com/alessio.biagini1 .
Vi ringrazio per l’opportunita e non esitate a contattarmi se avete bisogno.
Nel mentre, Good Luck!

 

The Daily Nurse

 

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Pubblicato il: 24-02-2015

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Pubblicata da: The Daily Nurse

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