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Standard professionali e di cura dell’infermiere in area critica. I Parte…

Qualche giorno fa ho avuto modo di leggere un documento molto interessante scritto da Cecilia Sironi (Presidente CNAI, Consociazione Nazionale Associazioni Infermiere/i), “Senza Infermieri non c’è futuro!�

Assolutamente vero.

Eppure la certezza del futuro la possono dare solo gli infermieri stessi. Dico tutto ciò poiché ritengo che la professionalità infermieristica della quale tanto si parla (oramai non ci definiamo più infermieri professionali), non ha bisogno soltanto di operatori in possesso del cosiddetto “titolo abilitante�, ma è necessaria anche una “cultura infermieristica�: nel vocabolario della lingua italiana “quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società�, o più comunemente “il patrimonio delle cognizioni e delle esperienze acquisite tramite lo studio, ai fini di una specifica preparazione in uno o più campi del sapere�.

La suddetta cultura infermieristica è fatta di competenze, conoscenze, abilità. In una parola “standard�, professionali.

Ma davvero noi operatori sanitari siamo in grado di svolgere il nostro lavoro avendo nella cassetta degli attrezzi standard professionali?

Negli Stati Uniti l’AACN (American Association of Critical Care Nursing) ha diffuso un documento contenente standard professionali e di cura dell’infermiere che opera in area critica:

Standard di cura:

  1. Valutazione iniziale, accertamento: l’infermiere si prende cura del paziente raccogliendo i dati relativi alla sua salute; tali dati sono raccolti intervistando il paziente (quando possibile, naturalmente), i familiari, altri operatori sanitari coinvolti nel processo di cura, in modo da sviluppare un quadro globale dei bisogni del malato. I dati sono raccolti con accorgimenti basati sulle evidenze tecniche di valutazione e gli strumenti utilizzati sono basati su modelli di analisi e di problem-solving. Le informazioni rilevate, vengono documentate e comunicate agli altri operatori coinvolti nel processo di cura.

  2. Diagnosi: in base all’accertamento fatto, l’infermiere determina la diagnosi delle risposte umane a problemi di salute reali o potenziali. La North American Nursing Diagnosis Association (NANDA, 2005) definisce le diagnosi infermieristiche come: “un giudizio clinico sulle risposte di un individuo, di una famiglia o di una comunità a processi di salute/vita, reali o potenziali. “Le diagnosi infermieristiche offrono le basi per selezionare gli interventi infermieristici per raggiungere i risultati di cui l’infermiere è responsabile�.

  3. Identificazione risultati; l’infermiere di area critica identifica gli esiti e la situazione del paziente che ha in cura. I criteri di misurazione sono:

    1. I risultati derivano da diagnosi reali o potenziali;

    2. I risultati sono formulati in collaborazione con la famiglia del paziente e gli altri operatori sanitari coinvolti, in relazione al loro livello di partecipazione nel processo di cura;

    3. Riconoscere i risultati, apprezzare ed incorporare le differenze;

    4. I risultati sono raggiungibili in relazione alle risorse disponibili; considerare gli esiti di cura associati ai rischi, benefici, esperienza clinica e costi;

Risultati: fornire indicazioni per la continuità delle cure.

  1. I risultati includono una data limite per il loro raggiungimento;

  2. Vengono modificati sulla base della variazione del paziente;

  3. Sono documentati come obiettivi misurabili.

  1. Pianificazione; l’infermiere sviluppa un piano di cura che prevede interventi per raggiungere i risultati:

    1. Il piano è individualizzato e tiene conto delle caratteristiche e la situazione del paziente;

    2. E’ sviluppato in collaborazione con la famiglia del paziente, con gli operatori sanitari ed è pianificato in modo tale da promuovere il contributo di ogni membro verso il raggiungimento dei risultati.

    3. Riflette le migliori evidenze disponibili;

    4. Prevede la continuità delle cure, in modo tale che le competenze dell’infermiere siano sempre adeguate alla tipologia del paziente;

    5. Definisce le priorità di cura;

    6. Prevede strategie per la promozione e il ripristino della salute e la prevenzione di nuove malattie o infortuni;

    7. Considera l’impatto economico e le risorse disponibili.

  2. Attuazione; l’infermiere si prende cura del paziente acuto e critico ed attua il piano di assistenza, impiegando tutte le strategie utili a promuovere la salute e garantire un ambiente sicuro:

    1. Gli interventi sono realizzati in modo tale da minimizzare le complicanze e le situazioni di pericolo;

    2. Il paziente e la famiglia partecipano all’attuazione del piano in base al loro livello di coinvolgimento e alla loro capacità decisionale;

    3. Gli interventi sono “sensibili� vista l’unicità del paziente, ma soprattutto mirano a creare una sua compliance, in modo da realizzare un ambiente terapeutico, con l’obiettivo di promuovere il confort e prevenire le sofferenze;

    4. Il piano con le relative modifiche è documentato;

    5. Il piano facilita l’apprendimento dei pazienti, dei suoi familiari, del personale infermieristico coinvolto nell’assistenza, dell’intera comunità, in modo da promuovere la salute e gestire la malattia in base alle caratteristiche del paziente.

  3. Valutazione; l’infermiere valuta i progressi del paziente nei confronti degli obiettivi prefissi:

    1. La valutazione è sistematica e continuativa con tecniche basate sull’evidence based;

    2. Anche i familiari e gli operatori coinvolti sono partecipi del processo di valutazione;

    3. Viene verificata l’efficacia degli interventi verso il raggiungimento del risultato desiderato;

    4. La valutazione avviene all’interno di un periodo di tempo appropriato dopo l’inizio del piano di cura;

    5. Se al termine della valutazione emergono nuovi bisogni del paziente, si riparte da un nuovo accertamento;

    6. Anche in questa fase i risultati della valutazione sono documentati.

Standard di prestazione professionale: gli standard di prestazione professionale descrivono il livello di competenze nel ruolo professionale, comprese le attività riguardanti la qualità della pratica, la professionalità, le conoscenze, la collegialità, l’etica, la collaborazione, la ricerca, l’utilizzo delle risorse disponibili e la leadership.

Anche se gli standard di prestazione professionale disegnano le aspettative di tutti gli infermieri delle “aree critiche�, l’appartenenza ad associazioni di infermieri di area critica, l’avere certificazioni, partecipare ad eventi formativi, la ricerca e le lauree specialistiche (tenuto conto che il modello formativo americano è diverso da quello italiano), rappresentano ottimi ingredienti per certificare la propria professionalità.

  1. Qualità; l’infermiere si prende cura del paziente critico analizzando in modo sistematico la qualità e l’efficacia delle sue cure:

    1. L’infermiere partecipa alla ricerca clinica attraverso attività che mirano al miglioramento della qualità delle proprie prestazioni;

    2. Utilizza sistemi avanzati convinto di avviare cambiamenti nella pratica infermieristica;

    3. Identifica le barriere organizzative dei sistemi di assistenza, migliorando quindi gli esiti dei pazienti;

    4. Raccoglie i dati per monitorare la qualità e l’efficacia della pratica infermieristica;

    5. Sviluppa, implementa, valuta gli aggiornamenti e le politiche, le procedure e/o le linee guida, garantendo quindi un miglioramento della qualità e dell’efficacia delle cure.

  2. Valutazione; l’infermiere valuta la propria pratica infermieristica in rapporto agli standard di cura, alle linee guida istituzionali, alle norme e ai regolamenti.

    1. L’infermiere s’impegna in un’autovalutazione, individuando le aree di forza, ma soprattutto migliorando (con il coinvolgimento di colleghi esperti, oppure grazie alla formazione) le aree in cui evidenzia delle carenze;

    2. Analizza il feedback del paziente e del team di cura;

    3. Si adopera per raggiungere obiettivi di performance.

  3. Istruzione; l’infermiere acquisisce e mantiene livelli elevati di competenze e conoscenze tali da garantire prestazioni sempre elevate:

    1. L’infermiere partecipa alle attività di apprendimento per acquisire ed affinare le proprie competenze e conoscenze, necessarie per la cura dei pazienti acuti, e per interagire correttamente con i familiari;

    2. Cerca opportunità di apprendimento basate sull’EBN, al fine di mantenere competenze cliniche elevate;

    3. Mantiene traccia delle proprie attività in modo da fornire prova delle proprie capacità acquisite.

  4. Collegialità; l’infermiere operante in contesti ad alta complessità assistenziale, interagisce e contribuisce allo sviluppo di un ambiente favorente la collegialità di tutti gli operatori:

    1. L’infermiere condivide le proprie conoscenze e competenze con i colleghi;

    2. Fornisce e riceve un feedback costruttivo in modo da migliorare la pratica clinica dell’intera equipe;

    3. Contribuisce ad instaurare un ambiente di lavoro solidale e sano, favorevole alla crescita individuale e collettiva;

    4. Partecipa alla costruzione di un ambiente sano, promuovendo il rispetto reciproco, ma soprattutto premiando il contributo di ogni persona.

  5. Etica; le decisioni e le azioni dell’infermiere sono svolte in modo etico:

    1. La pratica è guidata dal proprio profilo, ma soprattutto dal Codice Deontologico;

    2. L’infermiere mantiene la riservatezza del paziente rispettando le norme di legge ed i regolamenti;

    3. Lavora a nome di altri e rappresenta le preoccupazioni dei pazienti, delle loro famiglie e della comunità;

    4. Garantisce la cura senza giudicare e senza discriminazione alcuna, rispettando le diverse esigenze, preservando l’autonomia, la dignità e i diritti dell’utente.

    5. Utilizza le risorse disponibili nella formulazione di decisioni etiche;

    6. Dimostra un impegno per la cura di sé.

  6. Collaborazione; l’infermiere riesce a comunicare con il paziente, con i suoi familiari e con gli altri operatori sanitari, in modo tale da creare un ambiente sicuro e trasmettere fiducia:

    1. L’infermiere utilizza la comunicazione in modo da promuovere la collaborazione vera;

    2. Collabora con la famiglia del paziente e altre persone significative, per promuovere la transizione efficace tra ambiti di cura;

    3. Promuove la continuità delle cure.

  7. Ricerca; l’infermiere, nella pratica, utilizza l’indagine clinica ed integra i risultati delle ricerche:

    1. Modella la sua pratica clinica utilizzando i migliori elementi che ha a disposizione, compresi i risultati delle ricerche;

    2. Partecipa a progetti di ricerca.

  8. Utilizzo delle risorse; nella pratica quotidiana l’infermiere utilizza strumenti e dispositivi che mirano al miglioramento della qualità di vita del paziente, garantendo sicurezza, efficacia ed efficienza:

    1. L’infermiere prende in considerazione fattori legati alla sicurezza, all’efficacia, alla disponibilità, all’impatto di tali risorse sui risultati;

    2. Assiste il paziente e la famiglia per individuare e assicurare idonei presidi in modo da affrontare le varie esigenze;

    3. Assegna o delega ambiti di cura basandosi su una valutazione dei bisogni e delle condizioni del paziente;

    4. Educa il paziente e la famiglia agevolando l’apprendimento, l’adattamento alla malattia, promuovendo l’autocura.

  9. Leadership; l’infermiere esercita la sua leadership nei confronti dei colleghi, ma soprattutto nei confronti dei pazienti e dei loro familiari:

    1. L’infermiere lavora per creare e mantenere ambienti di lavoro sani, sia a livello locale che regionale e nazionale;

    2. Incoraggia coetanei e colleghi attraverso il mentoring e altre strategie;

    3. Dimostra la flessibilità e la capacità di rimanere focalizzati sul paziente nonostante varino le condizioni ambientali;

    4. Dirige il coordinamento delle cure attraverso una supervisione costante e professionale;

    5. Partecipa a riunioni ai vari livelli di responsabilità;

    6. Promuove il progresso della professione attraverso la partecipazioni ad organizzazioni professionali;

    7. Contribuisce ad una cultura della sicurezza per i pazienti, famiglie, colleghi e altri operatori sanitari;

    8. Promuove la comunicazione di informazioni, attraverso pubblicazioni, presentazioni, libri;

    9. Utilizza una metodologia collaudata e sistematica nello sviluppo e nella realizzazione di soluzioni innovative.

Siamo, noi infermieri, in grado di lavorare con i suindicati “attrezzi�?

Fine prima parte…

Dott. Muzio Stornelli

Laurea Magistrale Scienze Infermieristiche ed Ostetriche

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Pubblicato il: 13-12-2014

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Pubblicata da: The Daily Nurse

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