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Ermellina Zanetti

 

  1. Buongiorno Ermellina Zanetti si presenti ai Ns lettori

Mi sono diplomata infermiera nel 1983. Successivamente ho conseguito l’abilitazione a funzioni direttive e nel 2008 la laurea magistrale. Ho lavorato dal 1983 al 1992 presso l’ospedale S. Orsola Fatebenefratelli di Brescia, prima come infermiera e poi come coordinatore. Dal 1992 dirigo la sezione progetti del Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia dove mi occupo di formazione, consulenza e ricerca nell’ambito delle cure e assistenza all’anziano.

Sono docente a contratto Master di I Livello Management per le Funzioni di Coordinamento, Master di I Livello Infermieri strumentisti di sala operatoria, Master di I livello in Tecniche di ecografia cardiovascolare Università Cattolica del Sacro Cuore Sede di Brescia – Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero e docente a contratto Master di I livello in Wound Care Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca.

Ho conseguito nel 2012 l’abilitazione nazionale a professore di seconda fascia settore 06/M1.

Dirigo con un medico clinico e un medico universitario la Rivista “I Luoghi della Cura” organo ufficiale della Società di Gerontologia e Geriatria edita da CIC Edizioni Internazionali, Roma. Sono stata Presidente del settore scientifico disciplinare di nursing della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria dal 2009 al 2011. Sono stata Vice Presidente del Collegio IPASVI di Brescia da febbraio 2009 a settembre 2013. Attualmente sono consigliere e responsabile della Commissione Formazione.

  1. Lei viene da una precedente esperienza Ipasvi a Brescia con il presidente Bazzana, quali le ragioni della vs separazione?

Separazione forse non è il termine adatto: non ci dividono i valori, ma le modalità con cui perseguire gli obiettivi che dai valori sono generati sostenuti, alimentati. Velocità, competenza sono per me caratteristiche fondamentali dell’azione di un Ordine. Velocità non è da confondersi con sbrigatività, ma con l’incisività di un’azione che si concretizza e si rende evidente. Competenza intesa come padronanza dei tanti argomenti che un Ordine che vive la realtà odierna deve affrontare per creare le condizioni per un esercizio autonomo e responsabile della professione. Ciò non significa essere tuttologi, ma avere come obiettivo quello di offrire agli iscritti informazioni tempestive e documentate anche avvalendosi di colleghi esperti e consulenti.

  1. Correrete da avversari dopo anni di collaborazione, non crede che gli infermieri, come elettori evoluti, faticheranno a capire?

E’ un rischio di cui siamo reciprocamente consapevoli. Sul nostro sito http://ilcollegiochevogliamo.altervista.org/lista-candidati.html abbiamo pubblicato la stessa lettera indirizzata al Presidente e al Consiglio Direttivo, nella quale abbiamo riassunto le ragioni della nostra scelta (meditata) e i passaggi che ci hanno condotto a definirla. Nella nostra squadra siamo in 5 consiglieri “uscenti” con l’esperienza di due mandati. Per gli altri 14 colleghi in squadra è per tutti la prima volta e, tra loro, tre sono giovanissimi. Il nostro programma lo abbiamo costruito attorno a tre “pilastri fondanti”: presenza, competenza, trasparenza.

  1. Di recente il Presidente Muttillo è stato rieletto senza in raggiungimento del quorum (10% degli iscritti), ritiene quelle elezioni legittime?

Il problema del quorum (10% degli iscritti) è certamente a garanzia della rappresentatività (seppur comunque su numeri esigui), ma si scontra con norme (ad esempio la sede unica) che non facilitano l’affluenza. La nostra provincia si articola in tre vallate, ci sono colleghi che debbono fare 200 chilometri per raggiungere la sede del Collegio dove si vota, esprimere il loro voto e rientrare a casa. La nostra scommessa è raggiungere e superare il quorum, non solo per scongiurare il rischio di un annullamento, ma per confermare l’attrattività dell’istituzione collegio. Voto perché credo che l’ordine rappresenti e tuteli professione e professionalità.

  1. Sempre con Muttillo, Brescia è molto vicina, avete intenzione di collaborare con la sua lista se foste eletti?

Con i colleghi del Consiglio Direttivo di Milano abbiamo realizzato alcune iniziative: ricordo la ricerca multicentrica sull’utilizzo della contenzione fisica realizzata a partire dall’articolo 30 del nostro Codice deontologico “L’infermiere si adopera affinché il ricorso alla contenzione sia evento straordinario, sostenuto da prescrizione medica o da documentate valutazioni assistenziali.” Un’esperienza straordinaria, alla quale hanno partecipato molti colleghi di Brescia, Milano e Aosta (anche il Collegio di Aosta era tra i promotori) e i cui risultati, dopo essere stati resi noti e condivisi con le direzioni infermieristiche e sanitarie delle strutture partecipanti (39 presidi ospedalieri per complessivi 3.281 posti letto di medicina, chirurgia, geriatria, ortopedia, e terapia intensiva e 70 Residenze per anziani per complessivi 6.829 posti letto), sono stati pubblicati sulla rivista della Federazione (L’infermiere 2012;49(2):e29-e38) e sono stati presentati alla Conferenza Internazionale UNESCO: “Bioethics, Medical Ethics & Health Law. Towards the 21st Century” svoltasi dal 21 al 23 Novembre 2013 a Napoli.

Certamente vogliamo continuare a collaborare e non solo con Milano, ma con tutti i collegi della Lombardia su obiettivi dichiarati e condivisi. Abbiamo bisogno di fare sinergie, prima ancora che strategie, per portare le idee, i progetti, la forza degli infermieri lombardi all’attenzione dei decisori istituzionali e politici.

  1. Cosa proponete di “Nuovo” per i cittadini e gli infermieri?

Per gli infermieri: molti colleghi vivono in solitudine il loro essere infermieri ai diversi livelli delle organizzazioni. Su progetti condivisi vogliamo far incontrare i colleghi. Lo abbiamo sperimentato con i coordinatori delle strutture residenziali per anziani e il modello ha funzionato per generare contatti che sono il preludio alle comunità di pratica: se ho un problema da risolvere prima di mettermi all’opera per risolverlo mi confronto con i colleghi, ne discuto con loro. Questo può essere (ma non sempre lo è) facilitato nelle grandi istituzioni, dove vi sono più servizi (formazione, rischio clinico, accreditamento) che spingono in questa direzione. Nelle realtà più piccole ciò non avviene con la sistematicità richiesta ad una professione che, per mandato deontologico, riconosce nell’interazione fra professionisti e nell’integrazione interprofessionale modalità fondamentali per far fronte ai bisogni dell’assistito (art. 13 Codice deontologico dell’Infermiere, 2009).

Per gli infermieri liberi professionisti: per esercitare la libera professione oggi servono competenza e imprenditorialità. Vogliamo attivare percorsi formativi ad hoc, accreditati, e finalizzati a rafforzare competenze e imprenditorialità e implementare servizi di consulenza loro dedicati.

Per i giovani colleghi: il 36% degli iscritti al Collegio IPASVI Brescia ha un’età compresa fra 22 e 40 anni, e di questi 1000 ha meno di 30 anni, il 40% ha tra 41 e 50 anni e il 24% ha un’età superiore a 50. Abbiamo percorsi formativi diversi e mentre le strade dei più “maturi” si sono immediatamente delineate dopo il diploma, i nostri giovani laureati attendono mediamente 8 mesi prima di trovare un impiego quasi sempre a tempo determinato. Tra loro molti considerano la possibilità di lavorare all’estero. Queste differenze non rappresentano un ostacolo, ma un’opportunità per la professione, che pur tra mille difficoltà, è cresciuta. Un’opportunità di confronto, di traguardi da delineare e percorrere insieme. Noi vogliamo essere al loro fianco con percorsi e progetti dedicati.

Per i cittadini: incontrare i cittadini e le loro associazioni per farci conoscere e riconoscere come professionisti anche attraverso iniziative condivise su obiettivi comuni. E’ straordinario il potenziale di una professione che è presente in tutti i luoghi della cura!

  1. Gli Spedali Civili e “Stamina” sono una questione spinosa, ci da delle indicazioni deontologiche per noi che lavoriamo “in corsia” tutti i giorni?

E’ stata una vicenda dolorosa per la nostra città e il “suo” ospedale per eccellenza. Dolorosa per le famiglie che avevano riposto fiducia e speranza per il futuro dei loro piccoli. Le confesso che non ho indicazioni, se non quelle suggerite dal nostro codice che ci spinge ad attivarci per l’analisi dei dilemmi etici (art 16 Codice deontologico dell’Infermiere, 2009) vissuti nell’operatività quotidiana, “in corsia” tutti i giorni. Mi torna alla memoria Mr. Stevens, il maggiordomo protagonista del romanzo dello scrittore britannico Kazuo Ishiguro, che rimpiange un tempo nel quale con i suoi colleghi si ritrovava dinnanzi ad un caminetto a discutere degli aspetti più problematici o spinosi del loro lavoro. Il nostro Ordine potrebbe proporre un metaforico caminetto dove affrontare i problemi etici del quotidiano, proponendo un metodo per riconoscerli prima ancora che per affrontarli. La collaborazione dei colleghi docenti di etica e deontologia nelle nostre sedi universitarie potrebbe davvero essere un’opportunità per l’intera comunità professionale.

  1. Ipasvi e Sindacato, qualcuno tenta, anzi pretende la fusione, la sua posizione?

La mia posizione è quella condivisa con i colleghi della nostra squadra e così espressa nel nostro programma: avviare un confronto non più rimandabile, nel rispetto delle reciproche competenze, con i rappresentanti sindacali di categoria su temi che riguardano lavoro e professione. Quindi non fusione, ma confronto.

  1. Ci fa capire il senso ultimo del collegio e perché lo dovremmo pagare?

La sfida non è convincere i colleghi a versare la quota (nel nostro collegio le morosità sono una piccola percentuale, frutto di una gestione oculata), ma convincere, con i fatti, i colleghi che i loro soldi sono ben spesi perché restituiti attraverso la tutela e la promozione della loro professionalità e sottoforma di servizi, informazioni, opportunità di formazione e confronto utili all’esercizio della professione. Se così fosse le nostre assemblee, più importanti delle casse del Collegio, sarebbero affollate e la partecipazione alle elezioni numerosa.

  1. Quale sarà, nel caso di vittoria, la sua posizione nei confronti dell’attuale “Comitato centrale” IPASVI

Sono scaramantica! Le rispondo con riferimento alla mia attuale posizione di consigliere. La mia posizione è di rispetto, che non significa accondiscendenza: spirito critico e propositività possono arricchire il confronto e contribuire a trovare soluzioni, strategie, definire le priorità.

Non credo che l’attuale dibattito, che anima i quotidiani on line di settore, giovi alla professione. Abbiamo spazi e strumenti per esercitare democraticamente il nostro diritto di critica e di scelta a partire dalle elezioni per il rinnovo dei Consigli Direttivi provinciali.

Per i colleghi bresciani il prossimo appuntamento elettorale rappresenta questo spazio, per scegliere chi li rappresenterà nel prossimo triennio.

Non mancate!

Grazie collega Zanetti

Claudio Torbinio

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Pubblicato il: 20-11-2014

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Pubblicata da: The Daily Nurse

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