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Gabriele Tulimyrsky Di Tommaso

425197_3007383555673_1861287401_nCiao Gabriele, grazie per aver accettato di farti intervistare, ci faresti una breve descrizione di te, di cosa fai nella vita e del tuo curriculum formativo e lavorativo?
Grazie a te per questa possibilità! Sono Gabriele, infermiere dal 2008, ragazzo come tanti, mi muovo tra musica, fidanzata, amici e amo letteralmente la filosofia anarchica cercando allo stesso tempo la concreta realizzazione come ogni trentenne.
Mi sono Laureato nella primavera del 2008 e ho cominciato a lavorare dopo poco più di 30 giorni (inviando una semplice domanda di assunzione) a Jesi (An) nel reparto di broncopneumologia dell’ospedale Carlo Urbani.
a Settembre 2008 sono stato assunto tramite avviso pubblico agli Ospedali Riuniti di Ancona, assegnato al reparto di chirurgia vascolare e al reparto di medicina interna (due reparti adiacenti).
3 anni dopo il mio contratto è scaduto, mi sono ritrovato disoccupato fino a gennaio 2012.
Il 2 gennaio di quell’anno ho cominciato a lavorare in un centro per disabili mentali di una cooperativa (3 ore al giorno solo la mattina) e per integrare l’orario mi recavo in una casa di riposo dove lavoravo altre 5 ore un pomeriggio si e uno no, e la domenica dalle 7 alle 20. (tutte le domeniche del mese tranne una).
Agosto 2012 vede il mio ritorno in ospedale, sempre ospedale di Jesi (area vasta 2) reparto di medicina dove ho passato 14 mesi, e da pochi giorni sono stato trasferito in ortopedia e urologia.

2-Puoi parlarci della tua esperienza infermieristica da Precario?
Mi reputo un ragazzo fortunatissimo, in primis perchè ho trovato il lavoro della mia vita, e poi perchè volente o nolente da 6 anni a questa parte sono stato poco tempo disoccupato.
La mia esperienza da precario ha un solo lato positivo: il fatto che hai un contratto in scadenza ti costringe a rimanere relativamente poco in un posto di lavoro, fai esperienze diverse!
Sono ironico…purtroppo la precarietà non ha lati positivi, sei costretto ad accettare quasi tutti i posti di lavoro, sei costretto ad accettare “almeno per un pò” qualsiasi reparto, hai pochi diritti, o per lo meno ti danno a bere che non li hai (poi sinceramente non mi sono mai informato bene se questo sia vero o no).
Personalmente dovrei ringraziare le mie divinità perchè almeno lavoro.
Però di per sè, dire, “almeno lavoro” è già una brutta cosa.
Non tutti capiranno questo, perchè “c’è sempre gente che sta peggio”.
l’esperienza da precario è fatta pure di luoghi comuni che aleggiano intorno a te ogni secondo.
Ti fanno sentire quasi in colpa che “almeno lavori”.

Tatuaggi, piercing e filosofia alternativa (ma sana). Quanto devi combattere nella anchilosata realtà dell’ ospedale?
Tanto, ma mi aspettavo di dover combattere di più. Se proprio vuoi sapere la verità, ho trovato molto piu’ difficoltoso adattare la mia filosofia di vita (tendenzialmente anarco-polemica) al sistema ospedaliero, ho visto diverse ingiustizie (secondo i miei occhi) dove non potevo esimermi dal polemizzare.
Ne ho viste altre sinceramente troppo grandi per me..dove ho sentito dolore nel NON polemizzare.
Mi sono attirato diverse antipatie..che non mi hanno reso vita facile (soprattutto nell’ultimo periodo).
Riguardo i tatuaggi posso fare una stima molto relativa: Nel corso di questi 6 anni avrò assistito un migliaio di persone (tra pazienti e parenti) e mai ho ricevuto offese o altre cose negative..a parte il solito “sei matto” “ma come tè venuto in mente” “sei sporco?”.
Per il resto il complimento più bello credo di averlo ricevuto da una signora che ha affermato che le avevo fatto capire che il vestito non fa il monaco.

Le marche hanno ancora un servizio sanitario di prim’ ordine?
in realtà non lo so, prima lo avevano? Non sono molto esperto in questa materia, l’utenza ultimamente non mi sembra molto soddisfatta, soprattutto riguardo ai tempi di attesa per il ricevimento delle cure o per la diagnosi delle patologie.
C’è da dire anche se aumenta la quantità di anni di vita, non sempre aumenta pure la qualità…
è piu’ facile trovare gente ammalata…che magari 20 anni fa sarebbe già nei campi elisi.
la domanda giusta è secondo me questa:
Perchè aumentano i malati e non aumentano i centri di cura e di diagnosi e anzi, diminuiscono i posti di lavoro ?

So, per esperienza diretta (sei amico e collega) che hai doti non comuni. Perchè non metterle al servizio della Professione?
Bella domanda! Ho una voglia matta di diventare sindacalista, vorrei studiare tutto quello che riguarda la legislazione infermieristica e i regolamenti interni degli ospedali.
Ma sono precario, sento il bisogno di vincere la mia “battaglia” personale prima di cercare di aiutare gli altri facendo valere i nostri diritti.

Come valuti l’evoluzione della professione infermieristica negli ultimi 10 anni?
le cose cambiano di giorno in giorno, qualcosa si complica, mi sembra sinceramente che l’unica cosa che non si evolva con la professione sia il fatto che siamo troppo subordinati alla burocrazia, alla gerarchia, nonostante il decreto legge parli chiaro, siamo i protagonisti dell’assistenza infermieristica, ma spesso siamo i primi a nasconderci.
Evolve la professione, maggiormente su carta però.
il problema è che spesso l’evoluzione della suddetta professione (generata da pochi) non corrisponde con l’evoluzione di chi veramente dovrebbe evolversi…anzi spesso corrisponde con una de-evoluzione.
è chiaro questo gioco di parole?

Quali sono, secondo te, le prospettive lavorative e formative degli infermieri italiani nel prossimo futuro?
ho paura a rispondere.
le possibilità formative ci sono..i master, i corsi, le specialistiche.
ma quale futuro abbiamo se continuano a tagliare posti di lavoro?
Io guardo quasi con tenerezza gli studenti, soprattutto quelli che reputo bravi o comunque volenterosi, e sinceramente penso che qui non ci sia un futuro molto roseo, soprattutto lavorativo.
Caspita se continua così non lo ho neanche per me un futuro lavorativo.
Sono abbastanza interessato alla questione dell’infermiere prescrittore.
ma questi se ne escono con la terza S..
Ma di che stiamo parlando?

Sei riservato, cosa ti ha spinto ad accettare questa intervista
ho trovato l’idea interessante e le domande mi sono piaciute magari troverò altri precari che la pensano come me!

Donne, botte, femminicidio. Una parola definitiva?
Se la legge fosse uguale per tutti, se ci fosse un controllo sensato da parte delle autorità, molti crimini potrebbero essere evitati, la violenza sulle donne è forse uno dei peggiori che esista. Rientra nel femminicidio anche il terrorismo psicologico di uno stalker secondo me.
Devo dire e ci tengo molto, che ci sono sempre stati questi casi..sempre!
il fatto che in questi ultimi tempi i media stiano sciorinando notizie, talk show, telegiornali e tutto il resto, è un chiaro e puro tentativo di depistazione da tutte le altre problematiche.
se ne sarebbe dovuto parlare sempre.
mi fa pensare alle notizie degli attacchi di cane sulle persone, per un anno non senti niente, poi in un mese 100 attacchi..

Se qualche lettore volesse contattarti?
prima di tutto ancora grazie. Mi scuso se il mio italiano non è perfetto, ma in genere quando scrivo lo faccio sotto flusso di coscienza, cerco di essere più spontaneo possibile…e la spontaneità non mi permette di essere preciso! Ahah
cmq per offese o per fare due chiacchiere mi trovate su facebook (gabriele di tommaso) magari prima di tutto mandatemi un messaggio, perchè non accetto richieste di amicizie random di chi non conosco.
grazie ancora, e ricordate, Anarchia unica Via!

Grazie Gabriele!

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Pubblicato il: 04-11-2013

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Pubblicata da: The Daily Nurse

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